Tarli: come eliminarli

I tarli del legno, sono degli insetti xilofagi che se non eliminati in tempo, possono portare gravi danni ai mobili e nel caso del soffitto, arrecare danni anche alla struttura della casa.  

Sono degli insetti che in natura si nutrono appunto del legno e, tuttavia, se riescono ad entrare nelle abitazioni penetrano nei mobili scavandoci all’interno delle gallerie. Una volta completato lo scavo, depositano le proprie uova che completeranno il loro ciclo di sviluppo all’interno del mobile stesso.  

Per eliminare i tarli ci sono vari sistemi, molti dei quali anche naturali. È importante però in ogni caso affidarsi a degli esperti di disinfestazione per far sì che il problema non porti gravi conseguenze.  

Come eliminare i tarli dai mobili in modo naturale? 

Pur non essendo dei rimedi efficaci, spesso vengono utilizzati dei prodotti che si trovano comunemente in casa per affrontare il problema dei tarli. 

Lavanda: i tarli non sopportano l’odore della lavanda e per questo è un ottimo modo di prevenzione. Una buona soluzione consisterebbe nel creare una soluzione di lavanda e aceto e pulire l’interno dei cassetti e dei mobili in generale. 

Aglio: passare degli spicchi d’aglio su tutta la superficie del mobile è un metodo eccellente per tenere lontani i tarli. In pochi giorni la presenza di tarli diminuirà notevolmente. 

Candeggina o alcool: cospargere uno di questi due prodotti sui mobili colpiti dai tarli, porterebbe ad eliminare questi insetti in superficie ma non nelle zone profonde.  

Inoltre, contro i tarli, un rimedio casalingo ed ecologico potrebbe essere l’olio essenziale di cedro. Unendo l’olio ad acqua e vodka e imbevendo del cotone nella soluzione così composta per poi posizionarlo sui mobili e aspettare che agisca. 

Come riconoscere i tarli? 

tarli sono coleotteri, il cui adulto presenta un corpo rigido di colore scuro. È la forma biologica che causa meno danni: infatti, il suo unico scopo è quello di riprodursi, e, per la femmina, di deporre le uova.
tarli del legno si nutrono di cellulosa, lignina e amido, provocando dei seri danni strutturali ed estetici ai mobili, travi e tutto ciò che ha a che fare con il legno.  

Nel momento in cui vediamo i primi fori sulle superfici del legno, significa che il ciclo biologico del tarlo è terminato, i danni all’interno del manufatto sono stati già provocati con la conseguente realizzazione di gallerie, all’interno delle quali sono state depositate già le uova per dare inizio ad una nuova generazione di tarli, aumentandone lo sviluppo esponenziale nel tempo. 

Come capire se c’è un’infestazione di tarli del legno? 

È importante innanzitutto sapere che l’umidità favorisce lo sviluppo dei tarli. Per questo tra gli ambienti preferiti da questo insetto ci sono le cantine, le taverne e le case poco abitate. Ma ciò non esclude che se ne possano trovare nelle comuni abitazioni. 

Se si trovano dei fori e soprattutto del rosume (segatura finissima simile a polvere che di base è composta da fibre di legno ed escrementi dei tarli stessi) in prossimità di un mobile o una trave, allora è probabile che si abbiano i tarli in casa. 

Le larve scavano delle gallerie in profondità all’interno del legno e possono restare in incubazione per un periodo che può durare anche i 3-4 anni se le condizioni non sono favorevoli allo sfarfallamento.
Una volta terminato il ciclo di sviluppo dalla pupa della larva fuoriesce l’esemplare adulto che sfarfalla all’esterno lasciando i tipici fori sulla superficie del legno e le gallerie ormai vuote scavate dalle larve
Queste gallerie possono rappresentare un serio pericolo per l’integrità e la stabilità del legno attaccato
Oltretutto se c’è un’intestazione pregressa e le uova vengono deposte in fori di sfarfallamento pre esistenti.

Questi segnali indicano che l’infestazione è già avvenuta e quindi è il caso di intervenire tempestivamente.  

La soluzione migliore per eliminare definitivamente il problema è rivolgersi a un disinfestatore, che applicherà un trattamento curativo, eliminando le uova, le larve, le pupe e gli adulti. 

Punture dei tarli: cosa fare

C’è la possibilità che il tarlo venga parassitato da alcuni acari
Particolare attenzione va prestata allo Scleroderma Domestico: insetto che si nutre delle larve dei tarli deponendo le uova al loro interno.
Lo scleroderma domestico attacca anche l’uomo pungendolo ripetutamente.
Le punture sono dolorose e possono causare pomfi, malessere generale, febbre e nei casi più gravi dermatiti.
La reazione epidermica si manifesta dopo qualche ora con la formazione di bolle rosse, a volte molto numerose e ravvicinate tra loro, fonte di intenso prurito e, in alcuni casi, anche di febbre. Se a questo attacco si può far fronte con un’efficace cura antistaminica, per eliminare il problema totalmente dalla radice bisogna ricorrere a un accurato sopralluogo che evidenzi le infestazioni in atto e, successivamente, a un trattamento antitarlo che garantisca un’efficace eliminazione di questi insetti xilofagi da tutto l’ambiente.
Un solo esemplare può infliggere decine e decine di punture e gli effetti di queste possono durare per settimane.

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